Arresto cardiaco improvviso: come si manifesta e chi è a rischio

L’arresto cardiaco può essere prevenuto conducendo uno stile di vita sano.

L’arresto cardiaco im­provviso è una repen­tina assenza di “polso”, con conseguente perdita di coscienza, causata da una imprevista mancata capacità del cuore di pompare il san­gue al cervello e a tutto il resto del corpo in maniera efficace.

L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di morte in Europa e colpisce cir­ca 700.000 individui all’anno, senza fare distinzioni tra sesso, età, luogo di provenienza e condizioni cliniche. A provoca­re la comparsa di questo even­to è un’alterazione del ritmo cardiaco, quella che comune­mente viene definita aritmia. Il cuore è, infatti, formato da un muscolo particolare, chiamato miocardio, capace di genera­re ed indurre a sè gli impulsi per la contrazione degli atri e dei ventricoli. La sorgente di questi impulsi risiede nel nodo seno atriale, che ha il compito di scandire la giusta frequenza di contrazione dell’organo car­diaco, garantendone un ritmo normale, che prende il nome di ritmo sinusale. Un’aritmia car­diaca è un’alterazione del rit­mo cardiaco normale, che può diventare più veloce, più lento o anche piuttosto disordinato. C’è da dire che le aritmie sono dei fenomeni piuttosto comuni (la maggior parte delle persone ha le cosiddette “extrasistoli” o “battiti mancanti”) e di solito queste non causano nessun problema serio alla funzione di pompa del cuore. Esiste però un’aritmia grave, la cosiddetta fibrillazione ventricolare, in cui l’attività elettrica del cuore è talmente disordinata da non essere in grado di generare alcuna contrazione. In questo caso il cuore cessa di battere improvvisamente. La fibril­lazione ventricolare causa il 50-80% degli arresti cardiaci ed ha una caratteristica: nei primi minuti può essere in­terrotta dall’intervento più che fondamentale del defi­brillatore, che azzera l’attività elettrica anomala e fa ripartire il cuore con il suo ritmo nor­male. Tuttavia però il cuore ed il cervello resistono alla fibril­lazione ventricolare solo per pochi minuti e se non si agisce in fretta purtroppo le possibili­tà di sopravvivenza diventano molto poche.

Come si riconosce l’arresto cardiaco? I sintomi di un attacco di cuore generalmente si identificano con una sensa­zione di vertigine e si perde co­scienza ancora prima di riusci­re a chiedere soccorso. Inoltre, appena di verifica l’evento, il corpo ha una reazione anoma­ la e il respiro diventa subito irregolare. L’arresto cardiaco improvviso si manifesta con le seguenti fasi successive tra loro: “perdita del polso”, stato di incoscienza e, infine, perdi­ta della funzione respiratoria. Tutto questo avviene rapida­mente, nel giro di pochi se­condi. Alcuni altri sintomi che possono precedere il fenomeno di arresto cardiaco improvviso sono:

– dolore toracico;

– dispnea;

– debolezza;

– vertigini;

– palpitazioni;

– nausea.

Senza un intervento immedia­to il 90-95 per cento delle vitti­me colpite da arresto cardiaco improvviso muore. L’unico modo per intervenire efficace­mente è l’utilizzo del defibril­latore, strumento che utilizza impulsi elettrici che sono tra­smessi al cuore per ristabilire un regolare ritmo cardiaco. Per essere efficace, il defibrillato­re deve essere utilizzato in un arco di tempo che va dai 4 ai 6 minuti successivi all’arresto.

L’arresto cardiaco si presenta come un fenomeno piuttosto subdolo, soprattutto per quelli che possiamo catalogare come soggetti a rischio. Spesso, infatti, si verifica in persone attive e apparentemente sane, senza prece­denti proble­mi cardiaci o altri problemi di salute. Ma la veritá è che l’arresto improvvi­so non è un evento fortu­tito; infatti, la maggior parte delle vittime ha problemi di cuore o altri problemi di salu­te, anche se ancora non ne è a conoscenza. I due principali fattori predisponenti all’arre­sto cardiaco sono:

– un precedente attacco di cuo­re: circa il 75% delle persone che muoiono di morte cardiaca improvvisa hanno avuto prece­denti attacchi di cuore;

– malattie delle arterie corona­riche: circa l’80% delle vittime portano i segni di malattia coronarica.

Ci sono anche altri sintomi che possono far presagire un even­to di arresto cardiaco: aritmie e tachicardie frequenti e con causa sconosciuta o episodi di svenimenti sempre con causa sconosciuta. Esistono forme di prevenzione per diminuire la pro­babilità di diven­tare una vittima della morte car­diaca improvvisa. Per cominciare, condurre una vita sana puó aiutare a ridurre le proba­bilitá di morire di arresto cardiaco. Questo include praticare atti­vitá fisica regolarmente, man­giare cibi sani, mantenere un peso corporeo ragionevole ed evitare di fumare. È inoltre im­portante curare e controllare malattie e condizioni che pos­sono contribuire ai problemi di cuore, come pressione alta, colesterolo elevato e diabete. Infine, per alcuni pazienti, pre­venire la morte cardiaca im­provvisa significa controllare o fermare ritmi cardiaci anomali, che possono innescare la fibril­lazione ventricolare.

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