Biostampa: la rivoluzione della medicina

La tecnologia si riconferma il principale alleato per lo sviluppo e il progresso dell’umanità.

Il motivo principale del perché in questi ultimi anni la stampa 3D nel settore sanitario sta avendo questo successo è dovuto principalmente al fatto che con un basso investimento è possibile accedere a questo tipo di strumentazione. Con l’approfondimento degli studi in campo di biologia e genetica è stato dimostrato che, attraverso i mezzi che possediamo attualmente, è possibile manipolare il DNA, modificarlo, adattarlo alle nostre necessità trasformando la materia vivente in una piattaforma di progettazione continua.

La biostampa è uno degli strumenti più efficaci per dare vita a questo tipo di modificazioni.

Che cos’è la biostampa? Non è altro che la versione della stampa 3D applicata al campo biologico. Il materiale che si ottiene attraverso la biostampa è vivo e contiene cellule viventi, e il prodotto finale che si ottiene non è un qualcosa di statico, ma vivo, che cambia continuamente. Per ora si parla di tessuti biostampati, ma in un futuro prossimo è prevedibile che si arriverà ad ottenere interi organi funzionanti. Nonostante il grande valore della biostampa, ancora molte agenzie ed istituzioni non ne hanno compreso appieno i vantaggi; a muoversi nel campo dei finanziamenti e degli investimenti sono le startup e le campagne di crowdfunding avviate da medici e biologi.

Tra le giovani aziende che si danno da fare per rendere la biostampa una realtà, c’è Aether, la startup di San Francisco che sembra abbia intenzione di imporsi sul panorama internazionale con l’utilizzo di una tecnologia avanzata sotto ogni aspetto. Aether ha sviluppato una biostampante, Aether 1, che, a detta degli sviluppatori, sarebbe più efficiente rispetto ai suoi competitor e anche più economica. Aether 1 ancora si trova in fase di brevettatura definitiva, tuttavia, sappiamo che è formata da 2 estrusori di filamento FDM, 8 estrusori in forma di siringa e 14 estrusori droplet jet (per il rilascio di componenti liquide sottoforma di microgocce). Un potente software ne gestisce tutto il funzionamento e ne assicura importanti funzioni quali la calibrazione automatica della pressione e l’autolivellamente del piano, oltre ad un microscopio integrato e all’elaborazione digitale delle immagini definita Machine Vision.

La stampa 3D in medicina

Questa tipologia di biostampante è stata creata con l’intento di essere diffusa negli ambienti accademici, come strumento di ricerca. Attraverso questa tecnologia i medici potranno procedere alla simulazione digitale di tessuti, cellule e organi virtuali; con le simulazioni si potranno prevedere i comportamenti del nostro corpo, riuscendo a ridurre le percentuali di rischio nell’approccio farmacologico. Anche da un punto di vista economico, la biostampa sostituisce i test dei farmaci, che attualmente costano anche milioni di dollari e tempi molto lunghi. Sfruttare la biostampa significherebbe anche interrompere i test sugli animali, una grande vittoria dal punto di vista etico.

Se in molti Paesi l’offerta è a livello di startup, la Cina si dimostra come un paese assolutamente all’avanguardia nel settore della stampa 3D nel contesto sanitario. Dopo aver prodotto organi come il cuore e i bronchi, recentemente, alcuni ricercatori della Tsinghua University di Pechino hanno progettato una serie di blocchetti di cellule staminali pluripotenti in grado di assemblarsi per formare tessuti ed organi interni.

“È un risultato interessante, che segna indubbiamente un avanzamento tecnico che rende più agili le attuali procedure di laboratorio, ancora lunghe e laboriose”, ha osservato il direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia. (Newsitaliane.it)

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