Caregiver familiari: il governo stanzia un fondo di 60 milioni per il loro sostegno

Un passo avanti per il riconoscimento giuridico a tutti gli effetti  della figura del caregiver.

Il governo ha sottoscritto all’unanimità l’emendamento alla Legge di Bilancio sui caregiver, proposto da Laura Bignami (Misto-Movimento X) e poi sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari. Tale norma istituisce un fondo di 60 milioni di euro per il triennio 2018-2020 destinato a “interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare”. Come abbiamo già specificato in un altro articolo della rivista (Societaefamiglia.com), il caregiver è la persona che si prende cura ed assiste il coniuge o il familiare entro il terzo grado che, a causa di una grave malattia, o infermità o disabilità, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé. Il ruolo del caregiver familiare è molto faticoso e comporta uno sforzo fisico e mentale non indifferente. Il familiare che si occupa dell’assistenza spesso rischia di condurre una vita isolata, sia emotivamente che socialmente, in quanto concentra la sua quotidianità attorno all’assistenza e alla sorveglianza di un’unica persona, vivendo una condizione di costante allarme.

Alla luce di queste considerazioni, a giungo 2016 è stato presentato al Senato un Ddl per garantire ai 3 milioni di caregiver in Italia il riconoscimento giuridico. Il testo presentato è composto di 9 articoli che puntano al riconoscimento, alla valorizzazione e alla tutela di chi presta assistenza ad una persona non autosufficiente.

Questo invece il testo dell’emendamento riformulato ed approvato a novembre 2017: “Art. 30-bis, Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare. È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il fondo è destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, come definito al comma 2”.

Secondo la promotrice ufficiale del testo di legge, Laura Bignami, il decreto rappresenta finalmente quel giusto riconoscimento giuridico che i caregiver familiari sono tenuti ad avere, poiché svolgono un ruolo fondamentale e sussidiario a quello che è il servizio erogato dallo Stato ed è giusto che per lo Stato esistano. Ciò che la senatrice vuole evidenziare è il fatto che l’emendamento ricomprenda nella definizione di caregiver tutti coloro che assistono una persona con la legge 104 o con l’indennità di accompagnamento. Ovviamente, questo non significa che tutte le persone avranno il medesimo trattamento, ma che sarà la legge stessa a definire l’accesso e questo servirà per ripartire al meglio i soldi stanziati.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2018, il Ministero del Lavoro definirà, con un ulteriore decreto, le modalità di attuazione e le misure di sostegno a chi si prende cura di familiari affetti da patologie degenerative, anziani e malati. Una delle prime dichiarazioni riguardo alla legge è arrivata dal Presidente della Commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi, che ha così commentato: “Ora potremmo tentare l’approvazione di un testo unificato e dotato di copertura attraverso l’unanime scelta della Commissione riunita in sede legislativa se la data di scioglimento delle Camere lo consentirà. Daremmo finalmente una risposta alla domanda di tutela che sale dai molti invisibili che donano se stessi, ogni giorno, alla cura di un familiare gravemente disabile”. (Vita.it)

Nei giorni passati si è espressa anche Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, non ritenendo sufficiente la proposta di legge sui cargiver e sostenendo, invece, che ciò che è stato fatto è solo un primo step di un lungo percorso attraverso cui il governo dovrà utilizzare le risorse a seconda della gravità della situazione. Ha inoltre posto l’accento sul fatto che il fondo è esiguo per tutto il lavoro che c’è da fare e non si può ripartire indistintamente tra chi assiste 3 milioni di persone con disabilità. Secondo Bellini, dunque, occorre intervenire in maniera adeguata, altrimenti si corre il rischio di non riuscire a far arrivare i sostegni reali ai caregiver che ne hanno più diritto.

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