Dilagano le “fake news”: è arrivato il momento di coinvolgere i giovani

Si chiama #bastabufale l’appello che coinvolgerà il prossimo anno i giovani di 5mila scuole italiane.

È di qualche giorno la notizia che la Presidente della Camera Laura Boldrini e la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli hanno deciso di attuare un programma anti notizie false, le cosiddette “fake news”, all’interno della scuola pubblica. Sul comunicato del Miur si legge che: “Il fenomeno delle fake news ha radici strutturali e non va sottovalutato perché danneggia la collettività e la qualità del dibattito pubblico e della democrazia. L’educazione delle nuove generazioni è la prima soluzione di lungo termine al problema. Per questo motivo Camera dei deputati e Miur realizzeranno insieme, a partire dal prossimo anno scolastico, un progetto di informazione, comunicazione e sensibilizzazione civica rivolto a tutte le scuole”.

Hanno preso parte all’iniziativa Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, Maurizio Costa, Presidente della FIEG (la Federazione degli Editori di Giornali), Monica Maggioni, Presidente della Rai, Richard Allan, Vicepresidente Public Policy Facebook EMEA, il debunker Paolo Attivissimo e il fumettista Makkox.

Come si è deciso di combattere il fenomeno sempre più dilagante delle fake news che circolano in rete? Con un progetto che si chiamerà educazione civica digitale e servirà a riconoscere una notizia falsa e a informarsi in modo corretto. Il progetto prenderà il nome di #bastabufale e dal prossimo anno scolastico aiuterà gli studenti, tramite corsi e iniziative, a destreggiarsi tra le notizie e l’informazione sia sul web che fuori da questo. Il Miur ha promesso 80 milioni di fondi Pon destinati a 5mila scuole, perché quello delle fake news è un problema che non può essere sottovalutato. Il progetto scolastico prevede di sensibilizzare gli studenti sul tema fino a creare un decalogo di regole per riconoscere le false notizie coinvolgendo i giovani. L’educazione civica in generale prevede anche una campagna per il lavoro in classe per docenti e studenti per riconoscere le notizie false.

Attraverso questo programma si mira anche a contrastare fenomeni come il bullismo, il cyberbullismo e la diffusione dell’odio, ormai temi sempre più preoccupante nella rete. Per l’attuazione di questo piano verranno coinvolti come parte attiva anche la Rai, la Fieg, Confindustria, Facebook e Google. Laura Boldrini, che insieme a Valeria Fedeli è coinvolta nell’iniziativa,  ha affermato che è necessario ormai “dare il via nel nostro Paese a un progetto di educazione civica digitale vuol dire restituire la fiducia che migliaia di italiani ci hanno dato firmando l’appello #bastabufale”. L’adesione all’appello ha già raccolto 35mila firme. Parte attiva nell’iniziativa sono anche Facebook e Google, i due colossi spesso chiamati in causa per quel che concerne la vigilanza ed il controllo di quanto viene scritto in rete. Richard Allen, Vicepresident public policy di Facebook, ha spiegato: “Abbiamo avviato campagne e azioni pratiche per rispondere a questo scenario. Siamo in buona fede. So che dobbiamo fare di più e più velocemente, ci stiamo attrezzando”.

Inoltre è stata avviata una nuova attività sul tema delle fake news, nell’ambito di Generazioni connesse, il progetto cofinanziato dalla commissione europea,  attraverso il quale la Commissione stessa promuove strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, promuovendone un uso positivo e consapevole.

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