Export e sviluppo: perché il mercato cinese investe sulle Pmi italiane

Qualità e varietà dell’offerta sono le parole chiave per entrare con successo nel mercato cinese.

Quando pensiamo ad un prodotto che proviene dalla Cina ci viene immediatamente in mente la bassa qualità e il basso costo. A dire la verità, le cose sono ben diverse. Le potenzialità del mercato cinese sono in espansione già da diversi anni e la produzione è indirizzata sempre di più sul mondo dell’hi-tech di alta qualità a prezzi competitivi. La Cina ha un mercato economico enorme: il PIL cinese è in continua crescita ed è aumentato del 6,9% nel primo trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016.

Il passaggio da un’economia prevalentemente orientata all’export ad una interna tecnologica e all’avanguardia, non rende, tuttavia, meno efficaci progetti di esportazione, specialmente quelli legati al Made in Italy. Le  imprese italiane negli ultimi anni si stanno rendendo conto del forte sviluppo economico del paese orientale e della sua stabilità, con un mercato di consumatori con capacità media di acquisto di circa 200/250 milioni di persone. Il dato, piuttosto recente, di puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità è incoraggiante per gli imprenditori che vogliano trarre benefici dall’esportazione del Made in Italy.

Attualmente le categorie merceologiche che hanno appeal nel mercato cinese sono quelle del Food, dell’Health&Care, del Fashion e del Turismo. Grazie ai mezzi di comunicazione ormai è risaputo in tutto il mondo che la dieta mediterranea è di gran lunga il modo più salutare di nutrirsi al mondo e, anche in Cina si sta diffondendo l’idea che mangiare sano significa anche vivere bene. Un imprenditore italiano che abbia intenzione di inserirsi nel mercato cinese con il food deve puntare molto su quest’aspetto, senza però dimenticare che le abitudini culturali di questo paese sono profondamente differenti da quelle italiane. Tempo e pazienza sono necessari per il successo. La Cina è curiosa rispetto al nostro modo di vivere: in particolare, si sta notando sempre più un interesse nei confronti dei viaggi nel Belpaese; gli imprenditori che operano nel settore turistico dovranno fare attenzione e prestare particolare cura ai canali web, in quanto i turisti cinesi sono particolarmente esigenti e non si esimono dal lasciare commenti negativi qualora ricevano uno sgradito trattamento.

Le PMI italiane, per intercettare i bisogni attuali del nuovo ceto medio cinese, devono fare leva sulla qualità e sulla varietà dell’offerta. Il valore del Made in Italy è in crescita per due ragioni fondamentali: l’aumento della capacità di spesa e l’apprezzamento da parte dei cinesi della qualità italiana. In tutti e due i casi si tratta di due fenomeni strettamente correlati all’ampliamento del ceto medio urbano, frutto di politiche intraprese dal governo di Pechino negli ultimi anni. Una buona opportunità di successo per le PMI italiane è la campagna anticorruzione lanciata dalla leadership cinese, che sta pian piano allontanando i consumatori dal concetto di ostentazione del brand e li sta avvicinando sempre di più alla qualità del brand stesso, senza considerare l’idea astratta di marchio.

Mattia Mor, responsabile europeo di Mei.com, la più importante piattaforma cinese di lusso online, ha definito la Cina il “Paese perfetto, visto l’amore smodato dei consumatori cinesi per i nostri marchi e prodotti di alta qualità e vista la quantità che possiamo offrirne”. Mor , che è anche stato imprenditore con un’azienda di t-shirt e poi è passato a ricoprire importanti ruoli manageriali, ha affermato inoltre che: “Le possibilità di sviluppo del Made in Italy sono di gran lunga superiori a quello che normalmente si può immaginare. Nei prossimi anni ci troveremo nel mondo davanti a 2 miliardi di persone che dalla povertà diventeranno classe media e a 360 milioni di persone che già sono classe media in Cina, che sognano l’Italia, ne amano il gusto, la creatività, la qualità della vita e dei prodotti, e che sono pronti a comprare i prodotti del Made in Italy in tutte le sue forme in maniera sempre più massiccia, se saremo capaci di offrirglieli, nelle modalità giuste, e attraverso i canali giusti”. (Corriere.it)


Corso Cultura e lingua cinese base

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