Giornata Mondiale della Biodiversità: nel mondo ci sono troppe specie a rischio estinzione

A causa dell’inquinamento ambientale, è stato stimato che entro la fine del secolo scomparirà il 50% delle specie viventi.

Il 22 maggio è stata la Giornata Mondiale della Biodiversità, un momento importante di riflessione su quali sono le sorti dell’umanità e su quale direzione stiamo prendendo. Quando si parla di  “biodiversità” vengono in mente foreste lussureggianti e un grandissimo numero di specie animali e vegetali. Noi abbiamo una conoscenza molto parziale del regno animale e vegetale, ad oggi sono state descritte un milione e 700 mila specie, ma gli esperti affermano che possano esisterne oltre 12 milioni. Il mare è l’ambiente che rimane ancora più inesplorato, in quanto ricopre i due terzi della superficie terrestre, di cui esplorati solo il cinque per cento. La nostra conoscenza delle innumerevoli specie rimane quindi frammentaria, un dato allarmante, dal momento che si considera che entro la fine del secolo il 50 per cento delle specie viventi rischia di scomparire a causa dei danni che stiamo arrecando all’ambiente.

La Giornata Mondiale della biodiversità è stata istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite. La data del 22 maggio è stata scelta per ricordare l’adozione della Convenzione sulla diversità biologica, avvenuta appunto il 22 maggio 1992. Quest’anno il tema principale è stato “Biodiversità e turismo sostenibile” e gli studiosi e le associazioni si sono concentrate sul fenomeno del turismo in relazione al patrimonio di fauna e flora del nostro pianeta. La biodiversità ha un ruolo decisivo per il turismo come arricchimento economico e un turismo gestito bene può contribuire a ridurre le minacce alla fauna, che può essere preservata proprio grazie ai ricavi che il turismo sostenibile può apportare. Ogni anno più di ottomila turisti visitano le aree protette di tutto il globo e questo va e vieni ha un impatto sui comportamenti degli animali, che, secondo alcuni studi recenti, possono con il tempo diventare più vulnerabili sia ai predatori che ai bracconieri.

Anche la vita dell’uomo risente dei danni ambientali. La perdita della biodiversità genera una perdita del valore nutritivo del cibo, la cui causa è rinvenibile nella produzione omologata dei prodotti della terra a livello internazionale. Inoltre, i consumi non sostenibili stanno esaurendo le risorse, superando la capacità biologica terrestre del 20%. L’Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità terrestre  marina. Di circa 1400 specie vegetali di cui siamo a conoscenza, 248 risultano minacciate e 32 sono estinte, mentre delle 672 specie di vertebrati conosciute, quelle minacciate di estinzione sono il 28%. Le cifre parlano chiaro. Secondo la Lipu e BirdLife Italia nel nostro Paese si possono cacciare ben 5 specie di uccelli minacciate. Per questo il rischio di estinzione in Europa è aumentato in maniera massiccia, passando dalle 40 specie del periodo 1990-2000 alle 68 del periodo 2000-2010 (il 70% in più in soli dieci anni).

La situazione dei prodotti agricoli non è di certo migliore. Coldiretti ci dice che, se in Italia nel secolo scorso di contavano circa 8mila varietà di frutta, ad oggi si arriva a poco meno di 2mila, e di queste 1.500 sono considerate a rischio scomparsa per l’effetto dei sistemi di distribuzione commerciale e di standardizzazione dei prodotti. Coldiretti da sempre si impegna a prevenire l’estinzione delle specie vegetali e la stessa associazione afferma: “Grazie all’impegno degli allevatori, in Italia sono state salvate dall’estinzione 130 razze allevate, tra cui l’asino romagnolo, la capra Girgentana dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo e la gallina di Polverara, ritratta con il caratteristico ciuffo. Un’ azione di valorizzazione che si estende anche alle specie vegetali, con la riscoperta dei frutti dimenticati del passato come la pera cocomerina, le giuggiole e il corbezzolo”. (Repubblica.it)

Nella 17esima edizione della Giornata mondiale della biodiversità, torna il grido d’allarme per le minacce che la natura sta subendo a causa degli interventi umani. In Italia si sono già messe in moto campagne di sensibilizzazione ed iniziative. Legambiente ha dato vita all’evento “Spiagge e fondali puliti” per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della conservazione, appuntamento che si è tenuto a Ostia con al partecipazione della Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini e della Sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo. Il Museo delle scienze di Trento ospita per tre settimane una mostra di 1300 farfalle tropicali grazie al progetto di conservazione “Allevare farfalle per salvare la foresta”. L’esposizione offre al pubblico la possibilità di conoscere il mondo delle farfalle e ammirare la loro bellezza e i loro colori.

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