I lavori “creativi” più richiesti dal mercato

È opinione comune tra gli imprenditori: il binomio tecnologia-innovazione trova il suo compimento nelle nuove professioni digitali creative.

La creatività paga, soprattutto nel mondo del lavoro, in cui trovare una collocazione stabile sembra essere un’impresa sempre più difficile. Da alcuni anni a questa parte i lavori creativi rappresentano una controtendenza rispetto al trend del contesto occupazionale; si tratta di professioni molto ricercate per le quali il posto è assicurato non solo per gli italiani ma anche per gli stranieri. Secondo una delle ricerche più recenti, nel 2014 sono state poco meno di 90mila le assunzioni di creativi da parte delle aziende . Si tratta di analisti, progettisti di software, designer, tecnici che operano all’interno della pubblicità digitale e del marketing, ma anche di mestieri “manuali”, come cuochi, artigiani e orafi. Le imprese tendono ad assumere specialisti del settore con una laurea, tuttavia, se c’è una grande propensione all’estro e alla creatività, anche i diplomati trovano il loro spazio.

Per i laureati, gli sbocchi professionali più gettonati riguardano il mondo tecnologico e digitale; il 49% del totale delle assunzioni di laureati riguarda il settore ingegneristico al alto contenuto tecnologico e scientifico.

A distanza di tre anni dall’indagine di settore, la situazione non è molto cambiata, la creatività porta all’innovazione. Le potenzialità e le prospettive per chi lavora nel settore della cultura, specialmente quella legata al mondo digitale, sono attualmente elevate. In una brillante intervista, Domenico Sturabotti, direttore di Symbola, fondazione che ha l’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo legato alla soft economy, orientato alla qualità e all’innovazione dei territori attraverso la creatività, ha messo in evidenza un punto fondamentale che riguarda il successo delle nuove professioni “creative”. Sturabotti ha affermato: “Le “nuove” professioni del mondo dell’innovazione sono creative. Il nuovo direttore della user experience di Android, cioè la figura chiave del team che sviluppa l’evoluzione di una piattaforma, è un’artista, non più un ingegnere come qualche anno fa. Per Apple, lo è un designer. Insomma, il driver dell’innovazione oggi è molto strettamente legato al piano culturale. Ed assumono centralità figure creative che operano nell’immateriale, lavorano su questa dimensione che è sì invisibile ma ha un valore sempre più tangibile sul mercato”. (Gianpaolomanzella.com).


Corso Computer grafica

In Italia ancora questo passaggio fondamentale dalla quantità alla qualità ancora non è stato pienamente recepito, soprattutto a causa della scarsa formazione universitaria italiana in campo digitale, tuttavia, da qualche anno a questa parte le imprese si stanno adeguando al mercato internazionale.

Nella lista delle professioni più ricercate legate alla creatività e alle nuove tecnologie spiccano il web analyst, che interpreta i dati e gestisce le attività del web, lo sviluppatore mobile, che si occupa di app per Android e iOS, il big data architect, che gestisce l’analisi dell’architettura del sistema dei dati. Per quanto riguarda la parte più “creativa” del web, sono attualmente molto ricercate le figure del copywriter, che si occupa della redazione di contenuti per le campagne di advertising online, il social media specialist, che veicola la pubblicità di prodotti e servizi attraverso i canali social, il community manager, figura in grado di moderare i commenti all’interno di comunità virtuali, il digital Pr, che stabilisce delle relazioni con i clienti attraverso il web.

Link al corso di web marketing organizzato da Minerva Sapiens Srl

Solo una delle molte testimonianze sull’importanza delle nuove professioni per le aziende è la dichiarazione di Stefano Dominella, Presidente della maison Gattinoni: “Le nuove tecnologie hanno ampliato moltissimo il ventaglio delle professioni creative. Il mondo della moda è particolarmente importante per il Made in Italy: l’universo fashion nel nostro Paese rappresenta 1 milione di posti di lavoro”.

I settori aperti alle professioni creative sono tanti e sempre in espansione. Secondo la Commissione Europea entro il 2020 ci saranno circa 900.000 posti di lavoro vacanti per mancanza di competenze digitali, più del triplo rispetto ai 275.000 del 2012. In Italia ancora sono pochi gli specializzati; secondo un recente studio di Modis, infatti, il 22% delle posizioni aperte in questo ambito non trova candidati all’altezza delle posizioni.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*