Industria 4.0: le misure inserite nel Piano Nazionale per il supporto all’impresa

Tante le misure adottate dal Ministero dello Sviluppo Economico per supportare e agevolare lo sviluppo delle imprese made in Italy.

Con il termine Industria 4.0 si indica tutto ciò che consegue alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, in termini di sviluppo della produzione industriale legata all’automatizzazione e alla digitalizzazione. I cambiamenti in termini di innovazione a cui stiamo assistendo negli ultimi dieci anni fanno parte di un fenomeno assolutamente unico che riguarda principalmente l’utilizzo massiccio dei dati come fonte di informazioni, la potenza del rapporto e dell’interazione tra l’uomo e la macchina e le potenzialità del digitale per la produzione dei beni e dei servizi, nel più ampio settore della manifattura.

Per supportare concretamente l’Industria 4.0 e aiutare le imprese a procedere di pari passo con il percorso di innovazione attuale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato vita nel 2016 ad un Piano Nazionale Industria 4.0, che prevede misure concrete sulla base di tre linee guida (Sviluppoeconomico.gov.it):

  • Operare in una logica di neutralità tecnologica;
  • Intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali;
  • Agire su fattori abilitanti

Le misure adottate come incentivo alle imprese e per rendere competitive sul mercato internazionale le aziende made in Italy sono diverse:

  • Iper e Super Ammortamento. Uno strumento atto a incentivare le imprese che investono su nuovi strumenti digitali e tecnologici funzionali alla trasformazione, rivolto a tutti i soggetti titolari di reddito d’intesa. Con l’Iper Ammortamento si ottiene la supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali e tecnologie. Con il Super Ammortamento c’è la supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi o in leasing.
  • Beni strumentali (o “Nuova Sabatini”). Si tratta di un’agevolazione messa a disposizione dal Mise per rendere più agevole l’accesso al credito per le imprese. Con l’investimento si possono acquistare macchinari in leasing, strumentazioni digitali, hardware e software.
  • Fondo di garanzia per le PMI. Istituito con la Legge n. 662/96 e operativo dal 2000, il fondo ha lo scopo di favorire l’accesso finanziario alle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca alle garanzie reali delle imprese. La semplicità del Fondo sta nel fatto che l’impresa ha la possibilità di ottenere i finanziamenti che gli occorrono senza particolari garanzie aggiuntive sugli importi garantiti dal Fondo.

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  • Credito d’imposta R&S. L’obiettivo è quello di stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per favorire l’innovazione e la competitività delle imprese. Il credito di imposta corrisponde al 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo fino ad un massimo di 20 milioni di euro da fruire entro il 2020. Sul sito del Ministero dello Sviluppo è specificato che “sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali”(Sviluppoeconomico.gov.it).
  • Startup e PMI innovative. Per questi tipi di imprese è stato predisposto un quadro di riferimento a livello nazionale che interviene sulla semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali. Centinaia di startup e PMI innovative sono impegnate attivamente allo sviluppo tecnologico e digitale di questo paese.
  • Patent box. Si tratta di un decreto che introduce un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere di ingegno, brevetti, marchi e formule acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Sono agevolati tutti i redditi derivanti dall’utilizzo di opere di ingegno.

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