Legge di Bilancio 2018: si punta su innovazione e occupazione giovanile

Sgravi fiscali per le aziende che assumono giovani e incentivi per la formazione che punta all’innovazione.

Durante l’inaugurazione a Milano del Micam, il salone della calzatura, Paolo Gentiloni ha anticipato alcuni punti su cui si presterà particolare attenzione nella Legge di Bilancio 2018: “concentreremo le poche misure possibili per facilitare l’innovazione delle imprese e la condizione di chi lavora, specie per i giovani”, ha affermato il Presidente del Consiglio, che ancora una volta, mette in evidenza due dei problemi più gravi del nostro Paese. Il Governo sta mettendo a punto una Legge di Bilancio che: “non faccia danni” e continui ad accompagnare la crescita, “facendo il possibile in modo particolare per il lavoro ai giovani, l’innovazione e la riduzione delle diseguaglianze sociali più acute”, ha ribadito Gentiloni.

Sulla centralità della questione occupazionale è anche intervenuto il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che ha parlato di ulteriori sgravi assunzionali. Il Governo ha così proposto una decontribuzione pari al 50% per i primi tre anni di assunzione a contratto a tempo indeterminato. Non si tratterebbe di una manovra temporanea, ma di un decisivo cambio strutturale. Ancora non è deciso il limite di età dei giovani a cui applicare il beneficio, che potrebbe arrivare a 32 anni e avere un tetto massimo intorno ai 4mila euro. In concomitanza con gli sgravi fiscali, ormai i nostri politici hanno imparato che questo tipo di assunzioni necessitano di essere accompagnate da norme anti-licenziamento, per impedire alle imprese di licenziare il giovane trascorsi i tre anni di occupazione.

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Questa non è l’unica proposta da inserire nella prossima Legge di Bilancio, è in corso anche uno studio per poter potenziare l’occupabilità dei giovani.

Nella manovra ci sarà poi tutta una parte dedicata all’Industria 4.0, con incentivi specifici e misure per le politiche attive. Con buone probabilità, verranno inseriti incentivi per la formazione in azienda e non si esclude una proroga degli ammortamenti per gli investimenti in macchinari; per la ripresa economica verrà predisposto un piano per l’affermazione del Made in Italy e misure specifiche rivolte al Sud Italia. Tra gli incentivi per la formazione rientra il cosiddetto credito d’imposta: un’agevolazione sulla spesa incrementale delle imprese fino ad un tetto massimo che si aggira intorno ai 20 milioni di euro.

Dalle aziende si sta facendo sentire a gran voce la richiesta per la proroga del superammortamento al 140% sugli acquisti dei macchinari e dell’iperammortamento al 250% per gli investimenti. Attualmente è previsto che entrambi questi incentivi siano attivi fino al dicembre 2017, con la possibilità di consegnare i beni fino al 31 settembre 2018; tuttavia, ci potrebbe essere una proroga che porterebbe i termini di consegna al 31 dicembre 2018.

Altre specifiche misure riguardano un possibile potenziamento dell’assegno di ricollocamento, che consente ai disoccupati di accedere ad un piano di ricollocamento gestito dai centri per l’impiego, che otterranno poi il voucher nel momento in cui il disoccupato trova una collocazione. Attualmente questo percorso è riservato solo a coloro che percepiscono la Naspi da almeno quattro mesi, mentre si pensa di allargarlo anche ai lavoratori in cassa integrazione e utilizzarlo per risolvere crisi aziendali per favorire la ricollocazione del personale in esubero.

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Il Ministro Giuliano Poletti si trova d’accordo con la proposta del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca di potenziare gli ITS, per dare una formazione tecnica ai giovani.

Entro il 20 ottobre bisogna arrivare ad un accordo anche con i sindacati maggiori, che attualmente si trovano d’accordo con le misure proposte dal governo, anche se insistono affinché si portino avanti misure più incisive che riguardino tutti i lavoratori, come ad esempio agire attraverso un taglio strutturale del cuneo fiscale. Nel frattempo il negoziato prosegue e prima della Legge di Bilancio vera e propria si attende l’aggiornamento del DEF, il documento di Economia e Finanza che fornisce i dati precisi su crescita, deficit, debito pubblico e obiettivi economici da ottenere attraverso la manovra fiscale del 2018.

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