LIS: passi avanti nell’approvazione della legge per il suo riconoscimento

Dopo un’attesa di circa vent’anni il Ddl sulla Lingua dei segni arriva in Senato per essere discussa e, si spera, finalmente approvata.

L’Italia è l’unico paese d’Europa insieme a Malta e il Lussemburgo a non avere ancora approvato la legge di riconoscimento della lingua italiana dei segni. Già dal 2009 l’ONU aveva invitato i paesi europei a ratificare tale legge e obbligava l’Italia a non sottrarsi al riconoscimento della lingua dei segni. Dopo vent’anni di attesa, in questi mesi il Senato sta discutendo proprio sul testo di legge proposto dalla commissione Affari costituzionali per il riconoscimento della Lis e della Lis tattile. Il testo riunisce i disegni di legge n.302, 1019, 115, 1789 e 1907 e chiede che venga riconosciuta la Lis come lingua non territoriale propria della comunità dei sordi. Questo rappresenterebbe una facilitazione sostanziale nell’utilizzo della lingua nei contatti con la pubblica amministrazione e con gli enti locali, ma anche negli ambiti giuridici civili e penali.

Il senatore del Pd Francesco Russo, relatore del provvedimento della Lis, ha affermato: “Con questa norma l’Italia chiede scusa e prova ad abbattere una barriera che nega ancora a tanti, nel 2017, il pieno diritto di cittadinanza. La legge fa un grande passo, sottolineando la necessità di offrire servizi di qualità mettendo il nostro Paese al passo con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’assemblea Generale dell’Onu nel 2006, riconoscendo il ruolo della Lingua dei Segni ‘come forma di comunicazione, come mezzo di inclusione, come garanzia di libertà di accesso alle informazioni, come strumento di educazione, infine come espressione di identità culturale’” (Repubblica.it)

Che cosa prevede il DDL? Innanzitutto, che debba essere garantito l’inserimento della Lis come insegnamento nella scuola primaria e secondaria e la presenza dell’interprete nelle scuole superiori e nelle università. Poi si occupa di incentivare la diffusione della Lis a livello di telecomunicazioni, come sottotitolazione delle trasmissioni televisive, nelle pagine e nei portali internet istituzionali, e in tutti i servizi di pronto intervento e di emergenza.

Riguardo all’approvazione del DDL la comunità delle persone sorde in Italia si è divisa. Da un lato ci sono le associazioni che l’hanno promossa e vorrebbero la sua approvazione, come l’Ente Nazionale Sordi e il movimento LISSubito! Dall’altro lato ci sono associazioni come Fiadda (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi) e il Comitato nazionale genitori dei familiari disabili uditivi che ritengono che la normativa sia discriminatoria non faccia altro che aumentare la ghettizzazione delle persone non udenti. Tuttavia, in contrapposizione a quest’ultima visione, molti studiosi hanno dimostrato che proprio la conoscenza della lingua dei segni permetterebbe ai non udenti di essere integrati nella società.

Il DDL riconosce, quindi, alle persone non udenti e alle loro famiglie di scegliere sulla base degli ausili che vengono forniti quali percorsi educativi e quali modalità comunicative utilizzare per raggiungere la piena integrazione sociale. Ambienti, prodotti e servizi dovranno essere adeguati alle necessità dei non udenti per consentire loro di prendere parte attivamente alla vita politica, sociale, economica e culturale del paese.

Rappresentanti di vari settori in passato si sono messi in gioco per attirare l’attenzione sul problema del riconoscimento della Lis da parte dello Stato. Rappresentativo è stato il caso di Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, che si è prestato a comparire più video di ricette spiegate proprio attraverso la lingua dei segni. “Ai ragazzi sordi non pensa mai nessuno. Mi sono detto: perché non mettersi a loro disposizione? Una lingua che lo Stato italiano non riconosce, è giusto attirare l’attenzione anche su questo”, ha affermato il noto chef, che da qualche anno studia e approfondisce il tema della lingua dei segni. (Repubblica.it)

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