Manovra correttiva 2017: il nuovo credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari

Close of hand holding megaphone against concrete background. Mixed media

Il “Bonus pubblicità” per professionisti ed autonomi che agevola e favorisce il modo di fare impresa.

La Legge 21 giugno 2017, n. 96 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.144 del 23 giugno 2017 e il giorno successivo la manovra correttiva è entrata in vigore.

La manovra correttiva 2017, approvata dalla Camera dei Deputati e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, presenta al suo interno importanti novità che riguardano il Fisco e le imprese. Tra di esse il governo ha specificato l’introduzione di un “Bonus pubblicità” per lavoratori autonomi e professionisti che abbiano la necessità di indirizzare campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici, canali televisivi ed emittenti radiofoniche, il cui valore superi almeno dell’1% gli stessi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Per queste campagne la legge prevede un contributo sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, portato al 90% nel caso di microimprese, PMI e startup innovative, nel limite di spesa stabilito con apposito decreto.

Per definire la differenza tra microimprese, PMI e startup, occorre rifarsi alla raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 2003 che effettua distinzioni sulla base del numero dei dipendenti e sul bilancio annuale di un’impresa. Si tratta di microimpresa quando vi lavorano meno di 10 dipendenti e si ha un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro; piccola impresa quando vi lavorano meno di 50 dipendenti e si calcola un bilancio annuo inferiore ai 10 milioni di euro; si parla di media impresa quando i dipendenti sono meno di 250 e il fatturato annuo è inferiore a 50 milioni di euro.

Nel dettaglio, chi sono gli interessati a poter usufruire del credito d’imposta? Secondo quanto esplicitato dalla legge si tratterebbe di un’agevolazione per “imprese ed autonomi”, tra questi ultimi sembrerebbe ci siano anche i professionisti sia iscritti all’Albo sia quelli non iscritti. Per quanto riguarda questi ultimi, è ammessa la pubblicità che ha per oggetto:

  • l’attività delle professioni regolamentate;
  • i titoli e i riconoscimenti posseduti per svolgere quella professione;
  • la struttura dello studio professionale;
  • i compensi richiesti per le prestazioni.

Le informazioni veicolate dalla pubblicità devono però risultare funzionali all’oggetto, veritiere e corrette, non devono violare l’obbligo del segreto professionale e non devono essere equivoche, ingannevoli o denigratorie. Qualora si violi uno di questi obblighi si va incontro ad un illecito disciplinare e ad una violazione del codice del consumo. Per adesso si sa che, per ricevere il suddetto credito, si potranno scegliere piattaforme pubblicitarie sia analogiche che digitali, senza alcun limite in termini di strumenti pubblicitari utilizzati. Tuttavia, tutti i dettagli tecnici del credito d’imposta saranno oggetto di un decreto attuativo che entrerà nel merito della questione definendo in maniera puntuale tutte le procedure di concessione, i casi di esclusione, la documentazione richiesta e l’effettuazione dei controlli.

La misura, prevista nell’articolo 57bis della Manovra correttiva, specifica che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, saranno rese note le modalità di attuazione degli incentivi e specifica che verrà indetto un bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione, con l’obiettivo di “favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali”. (testo completo della Legge Cooperativeitalia.it)

Il credito d’imposta è concesso nel limite complessivo che va stabilito annualmente con il Decreto del Consiglio dei Ministri (di cui all’art. 1, comma 4, della Legge n.198 del 2016) che provvede alla ripartizione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

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