“Panta Rei”: nasce in Puglia il primo tg per i bambini non udenti

Un’iniziativa unica nel suo genere che ha coinvolto i bambini e gli insegnanti di una scuola di Foggia.

“Panta Rei” (Piccole notizie in corso) è un interessante progetto nato dall’idea di due giornalisti, Francesco Bosco e Simona Marmorino e prodotto in collaborazione con gli insegnanti della scuola “San Filippo Smaldone” di Foggia e con le Suore Salesiane dei Sacri Cuori, che porta in tv un telegiornale sottotitolato per bambini non udenti. Si tratta di nove puntate dedicate a nove diversi argomenti:  la lingua inglese, l’integrazione scolastica di bambini sordi e la LIS, l’alimentazione nell’età dello sviluppo, la società 2.0 e le nuove tecnologie, la lettura nelle scuole, i bambini ed il mondo della musica, la sindrome di Down, l’importanza di coltivare i prodotti della terra, la sicurezza stradale. Nove argomenti che suscitano molto interesse nelle nuove generazioni e che sono stati realizzati tramite inerviste, vox populi e servizi speciali. Al progetto hanno partecipato 60 bambini delle classi terze, quarte e quinte che hanno dato vita alle interviste e si sono cimentati anche nella conduzione del programma. Lo studio di Padre Pio Tv di Foggia ha ospitato gli alunni coinvolti in questa particolare e originale iniziativa educativa. Tra piccoli si sono alternati nella conduzione mentre il Tg è sottotitolato per favorire la visione e l’accessibilità a tutti.

Gli ideatori del programma, Bosco e Marmorino si sono così espressi sulla realizzazione della trasmissione tv: “Ogni anno cerchiamo di organizzare qualche attività con i bambini dell’istituto intitolato a Filippo Smaldone, che dedicò la sua vita sacerdotale al servizio dei sordomuti. Quest’anno, dopo aver verificato che in Italia non esistono telegiornali per bambini in Lis o sottotitolati, si è pensato di organizzare un telegiornale specifico. I baby giornalisti sono stati gli assoluti protagonisti dell’iniziativa perché hanno individuato le tematiche da affrontare, preparato le schede, fatto le interviste e condotto il Tg”. (Sociale.corriere.it)

Nel nostro Paese la situazione per le persone sorde non è affatto semplice. Non esiste una legge che sancisca l’esistenza della lingua dei segni Lis, anche se nel 2009 l’Italia ha ratificato la Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità, che, tra le altre cose, prevede l’adozione delle lingue dei segni. Se negli altri paesi la Lis è stata inserita nei singoli ordinamenti, questo non è avvenuto da noi. In cosa si traduce questa mancanza? In primis che negli uffici pubblici, negli ambulatori, negli ospedali, nei musei, teatri, cinema, sui mezzi pubblici le persone sorde non vengono tutelate, mancando gli interpreti. In Italia, secondo i dati di un’indagine svolta nel 2013, nascono circa 200/220 bambini sordi all’anno. Secondo Teresa Armiento e Sultania Marzola, coordinatrici del progetto LisTUbe, sito web che pubblica video e servizi utili ai sordi sia in lingua italiana sia nella lingua dei segni: “Molti dei bambini non udenti crescono con l’idea che debbano nascondere il deficit per non essere inferiore agli altri e questo porta purtroppo alla sofferenza e alla non accettazione di sé. La maggioranza dei genitori opta per gli impianti cocleari gli apparecchi acustici e l’oralismo. Gli strumenti più utili per il superamento delle difficoltà di tutti i bambini, sono sicuramente l’affetto e l’attenzione dei genitori e permettergli di esprimersi nel modo che ritengono migliore. Molti pensano che insegnando ai propri figli la lingua dei segni poi questi non saranno mai in grado di parlare, non è così anzi il più delle volte si possono usare entrambi i metodi per aiutarli a integrarsi meglio nella società in cui vivono”. (PiattaformaInfanzia.org)

In un panorama come questo “Panta rei” prova a dare un suo contributo forte almeno nel campo dell’informazione destinata ai più piccoli, affinché crescendo possano contribuire a favorire l’integrazione sociale e l’affermazione dei diritti anche di quanti vivono con le diverse forme di disabilità.

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