Parlare più lingue fa bene al cervello

Molti studi recenti lo hanno confermato: parlare una lingua straniera fa bene al cervello, e parlarne più di una fa ancora meglio.

La conoscenza delle lingue aiuterebbe lo sviluppo delle nostre capacità cognitive e rallenterebbe, inoltre, la degenerazione di alcuni tipi di malattie come l’Alzheimer. Secondo una ricerca pubblicata sull’Economist, le persone che parlano più di una lingua hanno più successo nella vita lavorativa, in quanto, una struttura del cervello più flessibile consentirebbe a queste persone di applicare strategie di pensiero diverse e più complesse. Inoltre, i bambini che parlano più lingue, hanno la capacità di svolgere i compiti in maniera più veloce rispetto ai loro compagni di scuola. Non dimentichiamo anche che il bilinguismo stimola la creatività, aumenta la capacità di concentrazione e la fiducia in se stessi. Secondo uno studio pubblicato sugli Annals of Neurology, la conoscenza delle lingue aiuterebbe il cervello a non invecchiare e ne risulterebbe molto rallentato il declino cognitivo.

Esistono concreti dati che permettono di arrivare a tali considerazioni. Thomas Bak e il suo team del Centre for Cognitive Aging and Cognitive Epidemiology dell’Università di Edimburgo per la loro ricerca hanno utilizzato il database del Lothian Birth Cohort del 1936, un’indagine condotta su madrelingua inglesi nati e cresciuti nell’area intorno a Edimburgo. Tutti gli 835 partecipanti si sono sottoposti ad un primo test di intelligenza nel 1947, a 11 anni, per poi ripeterlo poco dopo i 70 anni. 262 di loro hanno dichiarato di essere bilingui, tra questi 195 hanno dichiarato di aver appreso la seconda lingua prima dei 18 anni, e i restanti dopo la maggiore età. L’analisi dei test ha dimostrato che i partecipanti che parlavano due lingue avevano capacità cognitive migliori rispetto a quando avevano 11 anni.

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Siamo sempre in tempo per imparare un’altra o più lingue. “Milioni di persone imparano una seconda lingua quando sono già avanti con gli anni”, sottolinea Bak. “Il nostro studio dimostra che il bilinguismo, anche quando acquisito in età adulta, può comunque proteggere il cervello dall’invecchiamento”.

Un’altra importante conseguenza del bilinguismo è la capacità di prendere in tempi molto brevi alcune decisioni. Lo ha dimostrato una ricerca dell’Università Vita-Salute e dell’Istituto Scientifico San Raffaele, in collaborazione con le Università di Hong Kong, Londra e Barcellona e i cui risultati sono apparsi sulla rivista Cerebral Cortex. La ricerca ha comparato campioni di individui bilingui e monolingui e, per la prima volta, è stato dimostrato che i bilingui, oltre ad essere più rapidi nelle scelte, presentano un maggiore sviluppo di alcune aree critiche del cervello in cui si sviluppa la nostra capacità decisionale. Il Dott. Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, afferma: “Abbiamo dimostrato che i bilingue presentano un aumento di volume della corteccia del cingolo anteriore (struttura più importante nel monitorare le nostre azioni e decisioni). Abbiamo inoltre evidenziato che vi è una correlazione positiva tra la loro performance nel risolvere conflitti cognitivi e lo spessore della materia grigia del cingolo anteriore. Questo dato è significativo e in più dimostra che il bilinguismo ha degli effetti diretti sullo sviluppo del cervello. Il cervello dei bilingue si “ottimizzerebbe” durante la crescita per svolgere compiti cognitivi che richiedono rapide ed efficienti decisioni. Infatti i bilingui che abbiamo studiato hanno meno bisogno dei monolingui di impegnare la corteccia del cingolo anteriore (come misurato con la risonanza funzionale) per prendere decisioni”. (Italiasalute.it)


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I vantaggi del bilinguismo non si esauriscono qui. Le lingue aiutano a destreggiarsi nel mondo del lavoro e consentono di spaziare con le attività svolte. Le aziende puntano sempre di più sul bilinguismo dei loro dipendenti, tanto da promuovere corsi di aggiornamento e viaggi all’estero dedicati. Secondo diversi studi di settore è stato dimostrato che il 79% delle società che hanno investito nella formazione linguistica dei loro dipendenti hanno assistito ad un aumento delle vendite.

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