Pensioni: al via le domande per ottenere l’Ape sociale

In pochi giorni già si è superata la soglia delle 11.000 richieste e si stima che entro il 15 luglio le domande supereranno la cifra totale di 60.000.

Da maggio scorso siamo a conoscenza dell’arrivo dell’Ape sociale, l’anticipo pensionistico che spetta a disoccupati e a lavoratori disagiati per poter fare richiesta di pensione anticipata di tre anni e sette mesi. Si tratta di una misura che coinvolge anche i “precoci”, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima di compiere 19 anni e che attualmente si trovano in difficoltà economica. Le date di riferimento per chi volesse richiedere l’Ape sociale sono il 15 luglio e il 30 novembre, giorni di scadenza per la presentazione della richiesta.

In che cosa consiste precisamente l’Ape sociale? In un assegno pari alla pensione di importo lordo non superiore a 1.500 euro mensili e riconosciuto a categorie di lavoratori a partire da 63 anni di età fino al raggiungimento della pensione, quella di vecchiaia o quella anticipata. Queste persone devono aver versato contributi per un periodo di minimo 30 anni e devono trovarsi in una di queste situazioni:

  • cessazione del rapporto di lavoro verificatosi per tre motivazioni: licenziamento, dimissioni per giusta causa, cessazione consensuale del rapporto in base a quanto stabilito dall’articolo 7 della legge 604/66;
  • non beneficiari di ulteriori emolumenti per la disoccupazione da almeno 3 mesi.

I requisiti cambiano per coloro che hanno svolto o svolgono lavori usuranti.  Innanzitutto, per poter richiedere l’Ape sociale è richiesta un’anzianità contributiva pari a minimo 36 anni; inoltre, l’attività usurante deve essere stata svolta per almeno 6 degli ultimi 7 anni dell’attività lavorativa. Le tipologie di lavori usuranti sono descritte nel decreto e sono in totale 11, di cui operatori ecologici, facchini e autisti di mezzi pesanti. In aggiunta, se al momento della richiesta si è in possesso di una certificazione di invalidità con una percentuale pari o superiore al 74%, è possibile accedere al contributo con solo 30 anni di contributi.

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Per coloro che presentano richiesta e questa viene accettata, la risposta viene comunicata con l’indicazione di prima decorrenza utile, anche retroattiva dal 1° maggio qualora previsto. Può capitare anche che i fondi Ape siano insufficienti e in questo caso la decorrenza viene posticipata e confermata in un secondo momento. Se i requisiti non vengono riconosciuti, la domanda viene rifiutata. La domanda per il controllo dei requisiti può anche essere inviata dopo il 15 luglio, purché entro il 30 novembre. In questi casi, però, la richiesta verrà presa in considerazione solo se ci saranno risorse residue. Per chi maturerà tutti i requisiti necessari, le date di riferimento sono il 31 marzo 2018 per la prima ondata di domande, il 30 giugno per le risposte ai controlli e il 30 novembre per la scadenza delle seconde domande.

Se, per quanto riguarda la scadenza del 15 luglio, si verificasse una scarsità di fondi a disposizione verranno tutelati prima i lavoratori prossimi alla pensione e inciderà anche la data di presentazione della domanda. Il governo ha stimato che l’ammontare totale di risorse dovrebbe riuscire a soddisfare circa 60.000 domande e in data 21 giugno già si erano superate le 11.000 domande. Se il ritmo di richiesta dovesse attestarsi sulle 3.000 al giorno entro il 15 luglio si sarà superata tale quota. Tuttavia, si deve tenere conto che ancora non è stato dato il via ai controlli preventivi, perciò è altamente probabile che molte domande vengano respinte per mancanza di requisiti.

Come presentare la domanda? Ci si può servire del percorso guidato sul sito dell’Inps o ci si può affidare ad un patronato. Non tutti gli interessati hanno però trovato agevolmente il percorso e occorre essere già in possesso delle credenziali telematiche; tutta la documentazione necessaria si trova sul servizio “domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”. I consulenti del lavoro invitano i richiedenti a procedere alla svelta per non trovarsi nella situazione di dover attendere tempi lunghi qualora, a parità di requisiti, incida la data di presentazione della domanda.

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