Pensioni: tutte le novità sull’Ape per i lavori cosiddetti “gravosi”

Sono 11 le categorie di lavoratori che possono accedere alla richiesta dell’Ape sociale con requisiti specifici legati al lavoro gravoso.

In un articolo precedente ci siamo occupati del tema dell’Ape sociale, la forma di pensione assistenziale descritta nell’articolo 1 della legge 232/2016 che accompagna al raggiungimento della pensione nel regime pubblico obbligatorio alcune categorie di lavoratori che possiedono determinati requisiti ed hanno raggiunto il 63° anno di età. In questa legge si parla anche di categorie che svolgono lavori gravosi. Secondo gli allegati C ed E della legge esiste un doppio canale di anticipo del pensionamento per 11 categorie che corrispondono alle caratteristiche indicate:

  • gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru e di macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie, infermieri e ostetriche che lavorano su turnazione;
  • OSS e addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • insegnanti di scuola di infanzia e di asili nido;
  • facchini e addetti alle merci;
  • personale addetto alla pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Se in possesso di almeno 63 anni e di 36 anni di contributi, i lavoratori appartenenti a queste categorie potranno richiedere l’Ape sociale o, al raggiungimento di 41 anni di contributi, accedere alla pensione anticipata a prescindere dall’età anagrafica a condizione di poter vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. L’Ape sociale non è una vera e propria pensione, bensì un reddito erogato dallo Stato che corrisponde a 1.500 euro lordi mensili per 12 mensilità. Anche nel caso di lavoratori che appartengono alle suddette categorie, la legge specifica che debbano possedere specifici requisiti perché venga accolta la richiesta di Ape. Devono essere solo lavoratori dipendenti sia del settore privato che del pubblico impiego che stanno svolgendo una delle 11 attività alla data di decorrenza dell’Ape sociale e del pensionamento anticipato, a condizione che tali attività siano state espletate per almeno sei anni continuativamente negli ultimi sette anni di lavoro.

Per ricevere la conferma di ottenimento dell’Ape il lavoratore deve allegare alla domanda di verifica delle condizioni il contratto di lavoro o una busta paga e una dichiarazione del datore di lavoro attestante il contratto collettivo applicato, le mansioni svolte, il suo livello di inquadramento e il 5applicato alla professione specifica che di norma non può essere inferiore al 17 per mille, ad eccezione delle “professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni e degli insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido”.

Per ultimo, facciamo attenzione a non confondere il lavoro “gravoso” con il lavoro “usurante”. Nei due casi i benefici previdenziali che spettano alle due categorie di lavoratori non sono gli stessi: al contrario di quanto già descritto per i lavori gravosi, per i lavori usuranti le categorie dei beneficiati nel 2017 restano quelle individuate dall’articolo 1, del Dlgs 67/2011 e possono continuare ad andare in pensione con il sistema delle quote (61 anni e 7 mesi di età unitamente a 36 anni di contributi o con 62 anni e 7 mesi e 35 di contributi, contano anche le frazioni di anno). I lavoratori dovranno dimostrare, inoltre, di aver svolto le suddette attività o per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa (ma viene meno, dal 2017, il paletto secondo il quale l’attività lavorativa usurante dovesse essere svolta anche nell’ultimo anno di lavoro) oppure, in alternativa, per almeno la metà della vita lavorativa complessiva. 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*