Scuola e disabilità: pochi insegnanti di sostegno nelle scuole italiane

Anche quest’anno l’inizio della scuola si è caratterizzato per le carenze di organico di sostegno e per la mancata approvazione della legge che sancisce la continuità della loro presenza nelle aule.

In questi giorni, con l’inizio dell’anno scolastico, si cominciano a registrare le prime allarmanti notizie sulla difficoltà ormai cronica dei vari Uffici Scolastici Regionali nel reperire docenti di sostegno e, anche se vengono trovati, risultano non abilitati e specializzati. Stando agli ultimi dati riportati dal Ministero dell’Istruzione, quest’anno il numero degli alunni disabili iscritti alle scuole statali è di 234.658, circa 10mila in più rispetto all’anno scorso. L’aumento del numero degli alunni con disabilità non si traduce però in un conseguente aumento degli insegnanti di sostegno. Infatti, i posti di sostegno sono complessivamente 138.849, di cui 38.769 in deroga; dei restanti 100.080 posti, circa 10mila vengono ricoperti da supplenti, a causa della carenza di personale con la specializzazione sul sostegno. Per cercare di arginare questa situazione il Ministero dell’Istruzione ha attivato percorsi di formazione per 9mila docenti. A pagare dazio di tutta questa situazione confusionaria sono gli alunni e le loro famiglie, che dovranno subire passivamente i ritardi istituzionali e che in questi giorni si vedono costretti a fare ricorso ai tribunali specifici per ottenere le ore di sostegno a cui avrebbero diritto. In mancanza di figure specializzate, i presidi si stanno trovando costretti ad assumere personale non abilitato per il sostegno.

Riguardo alla situazione attuale sul sostegno, Gianluca Rapisarda, Direttore dell’I.Ri.Fo.R afferma: “E’ triste constatare come tale fenomeno, pur essendo diventato “endemico” nel sistema educativo del nostro Belpaese, venga affrontato, anche all’inizio di quest’anno scolastico, con la solita leggerezza e superficialità dal Miur, che si continua ad incaponire, al contrario ed inspiegabilmente, nella sua mancata azione di “stabilizzazione” degli insegnanti specializzati.” (Orizzontescuola.it) Particolarmente preoccupante è la situazione della Sicilia, regione in cui sono 16.378 posti di sostegno e in cui, attualmente, l’amministrazione ha stabilito che quasi un terzo di esse debba essere coperta da supplenza fino al 30 giugno prossimo.

Ma non è solo la carenza di insegnanti di sostegno a gravare sulle condizioni degli alunni con disabilità. C’è anche un grave ritardo del Miur nell’emanazione del decreto ministeriale applicativo dell’articolo 14 del decreto legislativo 66 del 2017 sulla continuità didattica, approvato proprio con lo scopo di far fronte al problema del cambio continuo degli insegnanti di sostegno. Secondo questo decreto il preside ha il diritto di confermare l’insegnante di sostegno dietro richiesta della famiglia. Si tratta di una norma di buon senso che per l’approvazione richiede solamente l’intervento del Ministero, che, si spera, avvenga in tempi brevi.

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Un altro grave disservizio che riguarda i ragazzi disabili è nella loro assistenza in generale all’interno del plesso scolastico. Alcune professionalità non vengono considerate abbastanza, creando confusione anche per l’alunno stesso. Ad esempio, il servizio igienico-personale dovrebbe essere svolto da assistenti specializzati e non dai collaboratori scolastici e lo stesso vale per il ruolo essenziale degli assistenti all’autonomia e comunicazione che non possono in alcun modo essere sostituiti solo per non procedere con le assunzioni.

L’obiettivo di questo settore è quello di raggiungere un buon grado di stabilità. Il sindacalista Mario Bellomo ha affermato che: “Il settore del sostegno offre un’alta possibilità occupazionale. E’ vero che non tutti i docenti si sentono motivati per questo tipo di insegnamento, ma tanti arrivano per firmare il contratto di lavoro”.

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