Scuola: il governo promette di stabilizzare 15mila insegnanti precari

Teacher or docent standing while lesson in front of a blackboard or board and educate or teaching students or pupils or mates, which notify and learn in a school or class

Il Miur in collaborazione con il Ministero dell’Economia ha stanziato 1,3 miliardi per la creazione di 15mila nuove cattedre nella scuola pubblica.

Con la manovra finanziaria attualmente all’esame della Camera il Ministero dell’Istruzione è riuscito, in accordo con il Ministero dell’Economia, a trovare 1,3 miliardi di euro da stanziare fino al 2026 per stabilizzare gli insegnanti precari. I fondi serviranno per far entrare in ruolo 15.000 insegnanti che, dal prossimo anno, saranno assunti a tempo indeterminato. Nello specifico, si tratta di tutti i docenti che hanno vinto l’ultimo concorso e di quei pochi rimasti nelle GAE, le graduatorie ad esaurimento, che, nel giro di pochi anni, verranno chiuse.

La norma sulla stabilizzazione dei precari è contenuta in un emendamento presentato dal governo al decreto legge di correzione dei conti pubblici e approvato dalla Commissione Bilancio della Camera. Non si tratta di un cambio di insegnanti che andranno a sostituire quelli che a settembre andranno in pensione, ma si tratterà di un aumento del numero delle cattedre; per il 2017 ci sono 40,7 milioni di euro in più destinati al personale a tempo indeterminato rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio, con un importo complessivo di 190 milioni. Negli anni successivi le risorse aumenteranno a oltre 130 milioni per arrivare a 184,7 milioni in più rispetto allo stanziamento iniziale dal 2026 in poi. Dal Ministero è giunta notizia che tutte le cattedre verranno coperte da contratti stabili “favorendo la continuità didattica e dando una risposta alle legittime aspettative delle precarie e dei precari storici e delle vincitrici e dei vincitori di concorso”. In particolar modo si è espressa la Ministra Valeria Fedeli che sulle assunzioni si è espressa in questi termini: “La scuola merita questo riconoscimento. Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti. Continueremo a operare trovando le condizioni per rendere l’insieme degli organici scolastici sempre più formati”. Nella situazione attuale i supplenti fanno parte di un esercito “ballerino” che, tra deroghe ed assegnazioni provvisorie, conduce una vita complicata, ma rende anche complicata la continuità didattica all’interno della scuola, uno degli aspetti principali a destare preoccupazione per le famiglie degli studenti.

La notizia delle nuove assunzioni è sicuramente molto positiva, anche perché, secondo le stime del Ministero, l’anno prossimo si avranno anche 21 mila cattedre libere in seguito ai numerosi pensionamenti. Dal 2018 cambieranno anche le regole di reclutamento del corpo docente: fermo restando il meccanismo del 50% – 50%, debutterà il nuovo meccanismo del “concorso-corso”, per cui, passata la selezione, si accederà direttamente ad un percorso teorico-pratico, retribuito, di durata triennale. Sempre dal 2018, poi, partirà una fase transitoria per tutelare gli abilitati delle seconde fasce di istituto (i possessori di abilitazione Tfa e Pas, principalmente, in tutto 62.500 persone – età media 35 anni) e i supplenti di terza fascia (non abilitati) con almeno 36 mesi di servizio alle spalle (stimati dal Miur in circa 20mila).
Per entrambe queste categorie di docenti, arriveranno selezioni “agevolate”: per gli abilitati di seconda fascia (ed eventualmente “Gae”, nelle classi di concorso residue) si svolgerà una procedura unica che prevede una sola prova orale seguita, quando si verificherà la disponibilità dei posti, da un anno di servizio in classe con valutazione finale. Per i docenti non abilitati con 36 mesi di servizio svolto (meno di 20mila unità), invece, il concorso “agevolato” partirà dal 2019: anche qui, sono previsti dei cambiamenti notevoli del sistema attualmente in atto. Sono previsti, infatti, uno scritto e un orale (anziché i canonici due scritti più un orale) e i vincitori saranno avviati a un percorso “Fit” che durerà due anni, al posto dei tre canonici.
Secondo le stime elaborate dal Miur, le “Gae” si dovrebbero svuotare completamente nei prossimi 3-4 anni (al Nord probabilmente già dal prossimo settembre).

Dal Miur sono ottimisti: l’organico di fatto aumenterà e di conseguenza il numero dei supplenti scenderà da 31 mila a 15 mila (tra posti comuni e di sostegno). In questo senso, aumenteranno in modo significativo anche il numero dei docenti di sostegno rispondendo a molte delle richieste che provengono dalle scuole, soprattutto, del Nord.

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