Vaccino contro l’influenza: c’è tempo fino al 31 Dicembre

Come ogni anno, la regione Lazio ha attivato la campagna di prevenzione antinfluenzale, invitando le persone a recarsi dal proprio medico di base o presso le proprie Asl di riferimento per sottoporsi al vaccino.
La campagna ha messo in campo numerosi mezzi, cartellonistica, avvisi cartacei e online, investendo risorse importanti per una causa che, nonostante sembri da poco, ha una grande rilevanza. Infatti, nonostante si pensi sempre che l’influenza sia una cosa da poco, essa in realtà si rivela come un problema di sanità pubblica importante, poiché mette a rischio lo stato di salute soprattutto delle persone anziane e di chi è affetto da patologie croniche, con ripercussioni economiche consistenti sulle casse della sanità pubblica.
Per questi motivi, durante il periodo maggiormente identificabile con quello delle influenze, la Regione Lazio invita i cittadini, in particolar modo le persone anziane e i più cagionevoli, a sottoporsi al vaccino. Il vaccino induce lo sviluppo degli anticorpi circa due settimane dopo la sua somministrazione.
Questi anticorpi proteggono da infezioni conseguenti agli stessi virus presenti nel farmaco. Se ad essere vaccinati sono individui sani con un normale sistema immunitario, il loro organismo produce anticorpi in grado di proteggere il corpo per tutta la stagione invernale. I soggetti più anziani o i soggetti più fragili possono produrre un numero inferiore di anticorpi, proprio per questo questi soggetti sono maggiormente invitati a vaccinarsi per tempo. È inoltre molto utile farsi vaccinare ogni anno, anche se il virus non è cambiato rispetto alla stagione precedente. Il vaccino non protegge al 100% e questo per vari motivi: ci si potrebbe essere esposti al virus poco prima di essere stati vaccinati o nel periodo dopo il vaccino in cui l’organismo sta sviluppando la protezione. Ci si potrebbe quindi ammalare prima che il vaccino sia diventato efficace e questo perché ci vogliono due settimane per sviluppare la protezione necessaria. Inoltre, ogni anno circolano vari virus influenzali, che non appartengono tutti allo stesso ceppo. Si potrebbe venire in contatto con un virus dell’influenza non incluso nel vaccino stagionale. Il vaccino è studiato per proteggere contro i tre o quattro ceppi ritenuti i più comuni dalla ricerca.
La campagna di vaccinazione antinfluenzale 2015-16 ha registrato un miglioramento dei risultati raggiunti rispetto alla stagione precedente, a partire dal volume complessivo di prestazioni e dal numero complessivo di soggetti vaccinati sono passati da 829.125 a 848.648 (+19.523, +2,4%). Il tasso di copertura raggiunto sulla popolazione anziana è stimato al 50,3%, contro il 49,5% della stagione precedente. L’anno scorso nella categoria dei medici e quella degli infermieri dipendenti di Ospedali e di Asl, categorie considerate a rischio di contagio, si sono vaccinati in pochi, solo il 15-20%:. La situazione migliora tra i medici di famiglia, di cui si è vaccinato il 35-40%. La Fim, Federazione dei pediatri, e le Regioni spingono i medici e tutto il personale infermieristico e sanitario ad effettuare la vaccinazione. Si prevede che quest’anno la malattia potrebbe essere più aggressiva, come annunciano gli esperti, e potrebbe colpire circa 6 milioni di cittadini.
Spesso il motivo per cui molte persone sono restie alla vaccinazione anti influenzale risiede in false notizie riguardanti gravi effetti collaterali che il vaccino può determinare che hanno preso piede sulla rete. In realtà, la vaccinazione può avere degli effetti collaterali, tuttavia essi son di lieve natura. Può trattarsi di dolore, rossore o gonfiore del punto di inoculazione, febbre bassa e dolori articolari; tutti effetti collaterali di breve durata e di scarsa entità. In rare circostanze il vaccino può causare reazioni allergiche più gravi.
Le uniche controindicazioni vere alla vaccinazione sono rappresentate da:
• età inferiore ai 6 mesi;
• pregresse reazioni di tipo anafilattico alle proteine dell’uovo o ad altri componenti del vaccino;
• severe reazioni a vaccino antinfluenzale nel passato;
• sindrome di Guillain Barrè manifestatasi entro 6 settimane dalla somministrazione di vaccino antinfluenzale.
Uno degli obiettivi principali che quest’anno la Regione Lazio si è prefissata è l’aumento significativo delle persone che decidono di vaccinarsi, soprattutto le persone più vulnerabili e gli over 65 anni. Aderire alle campagne di vaccinazione significa ridurre di molto i rischi di complicazioni e di malattie gravi.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*